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Incontro

Il segno nella scrittura musicale di John Cage

Sperimentalismo grafico di un rivoluzionario
Valerio Corzani
L'opera di John Cage ha sempre rappresentato una provocazione per il mondo musicale e le sue convenzioni. Non si è mai trattato di una sfida aggressiva: la sua rivoluzione è stata, negli intenti, ordinaria, quieta e tranquilla. Egli era l'uomo dell'apertura zen, dell'attenzione assoluta nei confronti delle cose, degli esseri e dei suoni. Ogni sua mossa, tuttavia, dava scandalo e le sue azioni si tramutavano, suo malgrado, in violenti terremoti. In un'epoca in cui anche coloro che si dichiarano frettolosamente suoi epigoni continuano a perpetuare il vecchio mito neoromantico dell'Artista e della sacralizzazione dell'Opera d'Arte, il vero scandalo di Cage continua ad essere la sua predisposizione all'ascolto, la sua democratizzazione delle graduatorie tra suoni, rumori e silenzi, il suo annullamento dell'artista in quanto tale, il suo quotidiano di spettacolare caratura. Le sue operazioni gestuali-musicali sono divenute repertorio lessicale per l'avanguardia europea e americana. Le innovazioni e le sperimentazioni, l'intento ironico e dissacrante, il paradosso, l'immaginazione distruttiva e irridente, il superamento dell'idea di costruzione musicale come organismo sonoro controllato, la composizione come gioco combinatorio, il sovvertimento di parametri musicali tradizionali, la gestualità, il "pianoforte preparato", la ricerca sul silenzio e sui suoni scritti e non scritti, su quelli che casualmente sono prodotti nell'intorno fisico. Questo e molto altro rendono la figura e l'opera di Cage un punto cruciale nel percorso delle arti del Novecento. Ripercorriamo la storia di un uomo che, con una pacifica rivoluzione, fatta di azioni meditate e di felpate fibrillazioni, ha plasmato la cultura musicale e artistica del Novecento, creando interrelazioni tra mondi differenti e ricercando nella tecnologia (l’utilizzo di nastri, transistor e computer) la chiave per lo sviluppo di nuovi linguaggi.

Biografie

Valerio Corzani collabora con Il Manifesto, Alias e Blogfoolk. In passato è stato la firma di riviste e magazine come XL e D di Repubblica, Il Giornale della Musica, Slowfood, Velvet, World Music Magazine, Suono, Muz, Il Turismo Culturale, Fahrenheit 451, Jack, Diario. Un suo “atlante personale” dedicato ai viaggi e agli incontri del periodo Mau Mau/Mazapegul è stato pubblicato nella collana Orme della Edt col titolo Se è giovedì siamo in Olanda, mentre i suoi saggi sono pubblicati nella collana di Studi Filosofici Millepiani, nei Quaderni Perugini di Musica Contemporanea e nei volumi collettivi L’ombra di Dioniso sulle Discoteche(Silb Edizioni), Indypendenti d’Italia (Zona), Musica 90  - vent’anni di suoni e ritmi dal mondo, Carlo Brighi (Pazzini), Re: Sound (Unisalento Press). Laureato in Estetica con una tesi su “John Cage e il problema multimediale” è autore, giornalista, conduttore radiofonico, musicista, fotografo e scrittore.

In collaborazione con

Associazione Musicaround
 

Versione stampabile

Il segno nella scrittura musicale di John Cage
Da 16 anni
il 29 ottobre, alle 18:00
Casa Paganini
Piazza Santa Maria in Passione, 34
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Ingresso: gratuito
Fino a esaurimento posti